RICORDA!        ZACHOR!

Commemorazione del “XVII Giorno della Memoria”

presso la Sala CTV di Vercelli - 26 gennaio 2017

 

    Un pubblico attento e partecipe ha riempito la saletta del Centro Territoriale del Volontariato di Vercelli per commemorare con noi dell’Ass. Italia - Israele il “Giorno della Memoria”.

Mons. Giuseppe Cavallone in rappresentanza del Vescovo di Vercelli, la dott. Mirella Carpanese, Presidente dell’Ass. Janusz Korczak, il dott. Bruno De Marco Presidente dell’Ass. Naz. Famiglie Caduti e Dispersi in Guerra ci hanno onorato con la loro presenza esprimendo con brevi interventi la loro partecipazione.

Il nostro Presidente prof. Giacomo Ferrari ha aperto la serata di commemorazione con una breve lezione sulla Shoah quale risultato dell’intolleranza e dell’odio per il diverso. “Intere popolazioni sono state distrutte nel corso della Storia”, ha sostenuto, ” ma ciò che ha caratterizzato la Shoah è l’essere stata codificata attraverso disposizioni legislative nell’ambito di uno Stato di diritto, uno degli Stati più civili e avanzati d’Europa, fino allora”.

Alle parole del prof. Ferrari ha fatto seguito la dizione magistrale di Licia Di Pillo della poesia di Roberto Malini, intitolata I Giusti e dedicata dall’autore a Giovanni Palatucci, un Giusto tra le Nazioni…

Roberto Malini è vero poeta “che riesce con le parole a smuovere gli animi e a fare emozionare” secondo le parole di Licia Di Pillo, inoltre è strenuo difensore dei diritti umani e studioso della Shoah.

Successivamente il dott. Lorenzo Fantone ricercatore e storico, ha relazionato sul libro di Tadeusz Pankievitz: Il farmacista del Ghetto di Cracovia. 

L’autore, titolare polacco non ebreo dell’unica farmacia esistente nel ghetto di Cracovia, dal suo punto di osservazione privilegiato, è stato testimone oculare d’infamie di ogni tipo e della deportazione a scaglioni dell’intera popolazione ebraica.

Il relatore ha arricchito con proiezione di cartine, prospetti di edifici, fotografie e osservazioni personali la lettura di brani significativi tratti dal libro di Pankievitz. Possiamo dire che è riuscito a farci calare in una realtà terrificante che ci ha toccati profondamente.

La poesia Fiore di Lowitz ha aggiunto tristezza trattando dell’uccisione di bambini.

Monsignor  Cavallone poi, nel suo intervento, ha fatto riferimento al Concilio Vaticano e ha affermato che non vi può essere pace senza giustizia.

La dott.ssa Carpanese ha ricordato la figura luminosa di Janusz Korczak famoso medico e pedagogo polacco il quale pur avendo la possibilità di salvarsi non volle abbandonare i giovani orfani affidati alle sue cure e morì con loro nel lager di Treblinka.

Il brano musicale ricco di pathos tratto da Schindler’s List seguito da Giuseppe Canone, ha interpretato e nello stesso tempo acuito lo stato d’animo dei presenti.

Viene quindi letta da Licia Di Pillo l’ultima poesia della serata, sempre di Roberto Malini: A Giuseppe Giona l’eroe del Ghetto di Venezia. Giuseppe Giona medico e Presidente della Comunità di Venezia essendogli giunta da parte delle Autorità fasciste l’intimazione di consegnare gli elenchi nominativi degli ebrei di Venezia, dopo aver dato fuoco ai registri, per timore di parlare sotto tortura, preferì uccidersi.

Il prof. Pasquale De Fazio riferisce poi dell’opera di ricerca puntuale e documentatissima portata avanti dal socio dott. Giuseppe Tosi di Novara. Il dott. Tosi ha raccolto documenti, testimonianze scritte, fotografie e filmati sui Giusti delle Terre novaresi, allestendo anche una mostra. Ha curato inoltre uno scritto il cui testo verrà inviato via e-mail a chi ne farà richiesta.

Infine viene data lettura del messaggio di don Dino Campiotti fondatore dell’Opera di assistenza per malati di Aids, Casa Shalom di Ponzana di Casalino (NO), messaggio che riporta i contenuti di un articolo già pubblicato dalla rivista Novara è.

Don Dino spiega come abbia appreso dalle parole di suo Padre, lavoratore straniero in Germania a Dachau, della tragedia degli ebrei internati. Dei bambini dalla stella gialla, di là dal filo spinato ai quali il padre usava lanciare piccole patate trovate nei campi.

Di come, da amici ebrei parenti delle vittime, abbia saputo degli eccidi commessi dai nazisti sulle rive del Lago Maggiore. Inoltre si pone la domanda se la sua Chiesa, fondata dall’ebreo Gesù di Nazareth si sia adoprata a sufficienza per impedire lo sterminio di sei milioni di ebrei: uomini, donne e bambini uccisi con l’unica motivazione di essere ebrei.

 

L’esecuzione da parte del M° Giuseppe Canone della HaTiqvah, la Speranza, inno nazionale dello Stato di Israele, ha concluso la serata.

 

 

P.d.F.

Ben Gurion - Herzl
Ben Gurion - Herzl

Se lo volete, non è una favola!   (T. Herzl 1860-1904)

 

 

 

 

 

 

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