“Ricordare per essere liberi”

In data 22 Febbraio 2008, presso il liceo classico-artistico Quintino Sella, in via Adis Abeba n. 20, Biella, si è svolta una giornata di studio intitolata: “Ricordare per essere liberi”.

 

La mattinata scolastica è stata dedicata al tema della memoria, l’importanza di ricordare per riuscire a comprendere appieno il significato della parola “libertà”.

 

Anche l’Associazione Italia Israele di Vercelli ha portato il suo contributo. Infatti, grazie a quest’ultima, il liceo classico ha potuto godere della straordinaria testimonianza dell’ing. Nando Tagliacozzo, cittadino romano, nato il 13 Dicembre 1938 da famiglia di tradizione ebraica.

 

La scuola superiore Q. Sella di Biella ha chiesto la collaborazione dell’Associazione Italia Israele di Vercelli,  per poter organizzare, insieme, una giornata della memoria evocativa, tale da poter far comprendere appieno a tutti coloro che vi avrebbero partecipato, il vero valore che questo giorno particolare deve possedere. Difatti il ricordo di ciò che è avvenuto, ormai più di 60 anni fa, non deve esser contemplato solo in un singolo e determinato giorno, ma deve accompagnare la vita di ognuno, in special modo quella delle giovani generazione, che non  avendo vissuto gli eventi devono comunque imparare a comprendere e conoscere quello che è stato.

 

Proprio per concretizzare questa storia, la scuola Q. Sella ha richiesto il contributo dell’Associazione Italia Israele di Vercelli, Associazione che, a contatto con enti ed istituzioni importanti, ha potuto prima organizzare una mostra fotografica in occasione del 27 Gennaio 2008, anniversario della liberazione del campo si sterminio Auschwitz – Birkenau, presso la sinagoga di Vercelli, con la collaborazione della Comunità Ebraica, alla quale hanno partecipato numerose classi del vercellese, novarese e biellese; poi coinvolgere l’ing. Nando Tagliacozzo affinché portasse la propria testimonianza ad una scuola in particolare, molto coinvolta in questo genere di studi, la cui professoressa di religione, sig.ra Patrizia Pezzuolo, ha manifestato vivo interesse e attiva collaborazione affinché si realizzasse quello che effettivamente è stato: una giornata di studio coinvolgente e rilevante, in cui l’attenzione è stata dedicata sia ai sentimenti di tristezza e di sconforto, vissuti in proprio in modo empatico, che ai fatti reali.

 

Proprio sui fatti ha fatto perno l’intervento dell’ing. Nando Tagliacozzo, che per circa due ore ha riassunto gli avvenimenti storici internazionali e nazionali, per poi arrivare a raccontarsi.

 

Nato a Roma il 13 Dicembre del 1938, il giorno prima che sua madre fosse licenziata dalla sua attività lavorativa, l’insegnamento, perché appartenente alla “razza ebraica”, Nando ha vissuto proprio il periodo delle leggi razziali, che ha raccontato alla scuola facendo uso di documentazione scritta, proprio per rendere concreti gli eventi. Ha fatto in modo che i ragazzi comprendessero che tutto quello di cui stava parlando non era una storia romanzata, ma fatti reali. Da bravo ingegnere ha testimoniato il tutto materializzando gli eventi attraverso citazioni di date precise e di elenchi numerici, mediante il supporto di documenti cartacei. Nando ha trasmesso tristezza, lui si è salvato per caso mentre sua sorella, suo zio e sua nonna sono stati strappati dalla loro casa per giungere, per la sola colpa di essere nati ebrei, in un campo di sterminio durante il mese di Ottobre del 1943. Nando ha raccontato la paura di esser scoperti, il tradimento da parte di qualcuno, rimasto solo noto alla madre, nei confronti del padre, arrestato e condotto ad Auschwitz. Ha reso noto l’importante ruolo degli enti religiosi cristiani, quali il collegio di suore presso cui ha trovato accoglienza ed ospitalità con la madre ed il fratello, ai quali si deve dire grazie per aver salvato molte vite.

 

I ragazzi sono rimasti molto coinvolti dall’intervento dell’ingegnere. Al termine del suo discorso sono state poste tra le varie domande, due molto significative: perché proprio gli ebrei? E: il ruolo dell’arte nel ricordo, è importante? Può acquisire un valore reale?

Ad entrambe le domande il sig. Tagliacozzo ha risposto ponendo a sua volta altri quesiti, lasciando aperte molte possibili interpretazioni, facendo capire che lo studio degli eventi è l’azione più importante per capire perché proprio gli ebrei e che varie possono essere le interpretazioni artistiche, che però possono anche condurre a fraintendimenti. Fondamentale è non ricordare solo un giorno all’anno e non essere artisticamente ispirati solo in un giorno all’anno, ma portarsi sempre dietro il peso della storia, affinché simili eventi non possano mai più ripetersi. Opporsi alle ingiustizie, non rimanerne inermi o passivi perché non direttamente coinvolti. È questo il valore che deve passare; tutte le persone, sia che siano direttamente interessate che non, devono essere veramente consapevoli di quello che vivono e di cosa succede loro interno. La storia ci deve fare riflettere su cosa non ha funzionato e su cosa ha condotto l’uomo nei grandi errori ed orrori in cui poi è stato coinvolto e che appunto deve fare in modo che non capitino mai più.

 

Sicuramente gli alunni della scuola superiore, che avevano già dato prova del loro studio, del loro impegno sui temi trattati e della loro intelligenza nella prima parte della mattinata scolastica, alternandosi nel raccontare il terrore della guerra e delle persecuzioni, mediante interventi suggestivi ed emozionanti, supportati da strumenti musicali evocativi quali i violini e trasmettendo molta commozione, sono stati arricchiti da un simile intervento di un testimone diretto degli eventi , esperienza che di certo farà di loro persone più mature e cittadini di alti valori morali.

 

L’Associazione Italia Israele ringrazia pertanto il liceo classico artistico Q. Sella di Biella, (tutti i suoi alunni, i professori e la preside), che ha manifestato interesse ed entusiasmo richiedendo la nostra collaborazione e producendo lavori di encomiabile bellezza e l’ing. Nando Tagliacozzo che mediante una forte carica simpatica e carismatica, grazie alla sua capacità comunicativa, ha trasmesso un arricchimento culturale oltre che ai ragazzi ed ai professori, anche a noi dell’Associazione.

 

Per l’Associazione Italia Israele erano presenti: il suo Presidente dott. Marco Ricciardiello, l’ing. Thomas Gazit, membro del consiglio di direzione e la sig.ra Lucia Ingemi, membro dell’Associazione nonché intermediaria tra scuola ed Associazione. Inoltre ha partecipato anche il sig. Babe Paolo Papinuti, quale uditore dell’evento.

 

L’Associazione Italia Israele si auspica che, un giorno, anche l’ing. Thomas Gazit voglia portare a conoscenza ad un vasto pubblico di uditori la propria storia affinché eventi realmente vissuti, in luoghi come l’est Europa, così martoriati dalla guerra sia tra le nazioni che per la “questione della razza”, vengano più direttamente conosciuti attraverso la testimonianza di chi c’è stato ed ha visto e vissuto i fatti reali.

 

Infine si vuole evidenziare l’importante ruolo dell’associazione Italia Israele: la sua voglia di prestare il proprio contributo al fine di educare le nuove generazioni alla comprensione di fatti ed eventi coinvolgenti la cultura ebraica in relazione anche al territorio italiano.

 

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