Sessantuno anni fa nasceva ufficialmente lo stato di Israele.
«È chiaro che i fondatori ed i costruttori dello Stato d’Israele non sono stati gli uomini politici, ma gli immigrati che hanno ricostruito il Paese con il sudore della fronte», disse David Ben-Gurion. Gli inglesi, padroni della Palestina dal 1917, stavano per lasciare quei territori, quando, il 14 maggio del 1948, 250 sionisti riuniti nel Museo di Tel Aviv parteciparono ad uno dei più importanti summit del secolo. Alle quattro in punto del pomeriggio, David Ben Gurion (di lì a poco primo ministro) lesse la Dichiarazione di Indipendenza di Israele. Poco prima della mezzanotte di quello stesso giorno la Royal Navy britannica lasciò le acque territoriali palestinesi. Dall’alba seguente, forze della Giordania, della Siria, dell’Iraq, del Libano e dell’Egitto arrivarono nella regione appena lasciata dagli inglesi con l’obiettivo di eliminare il neonato Stato ebraico. Ne nacque una guerra che fu vinta dagli israeliani.

«Padre nostro che sei nel cielo, rocca di Israele, benedici lo Stato di Israele che rappresenta il risorgimento della nostra libertà». Dopo tanti anni di esilio, dopo secoli di persecuzioni, di lotte e di sacrifici, il sogno di Israele si avverava: aveva di nuovo la sua terra, la terra promessa da Dio ai suoi padri.
Grazie alla creazione dello Stato d’Israele, gli ebrei - esclusi dalla società - hanno dimostrato di saper dirigere un paese, di farlo prosperare e di sapersi affermare anche in quanto soldati. Ma, soprattutto, hanno saputo creare uno stato democratico in una zona del mondo dove, piaccia o no, la democrazia non esiste. Senza contare che, in tutto il mondo, gli ebrei provarono per la prima volta una consapevolezza del tutto nuova: quella dell’esistenza di un paese in grado di accoglierli.

Ecco perchè il Giorno dell’indipendenza in Israele assume una valenza particolare. Un paese che dalla sua fondazione non ha mai smesso di combattere e che è riuscito a imporsi nel mondo anche come soggetto economico interessante. Infatti Israele non è solo una delle maggiori produttrici mondiali di notizie ed interessi, ma considerate le sue dimensioni e i suoi problemi reali è riuscita a emergere diventando un punto di riferimento in tantissimi settori – in agricoltura, nelle tecnologie idriche, nei trattamenti medicali ad alto contenuto tecnologico, nelle comunicazioni, nell’informatica e così via.
Ultimamente anche l’industria cinematografica israeliana ha attirato su di sé l’attenzione internazionale ed acquistato fama. Certo si combatte, certo piovono missili, certo la questione palestinese non è risolta e lecritiche del mondo non si riparmiano. Ma non è questo il momento di parlarne. Questo è il momento per uno stato di celebrarsi, di festeggiare la propria indipendenza davanti alla storia dell’umanità.

Gigi Nodaro

Ben Gurion - Herzl
Ben Gurion - Herzl

Se lo volete, non è una favola!   (T. Herzl 1860-1904)

 

 

 

 

 

 

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Sito aggiornato: 26/09//2018