Motivazioni di adesione alla Associazione Italia-Israele

Chi aderisce all'Associazione Italia-Israele ritengo lo faccia soprattutto perché ami Israele.

Quanto La ami sono affari suoi.

Il motivo del suo amore invece ci interessa.

Indubbiamente egli sente in Israele una seconda patria.

Perché ritiene che sia la terra dei suoi avi o perché pensa debba esserci un Paese in cui chi è stato minoranza possa sentirsi finalmente come gli altri, a casa sua.

Un Paese che è una realtà ma la cui importanza è che continui ad esistere.

Deve esistere per il popolo della diaspora ma anche per tutti quelli che al Popolo di Israele non appartengono ma sono perseguitati o lo sono stati e pur non avendo la prospettiva di poterci un giorno vivere ne fanno un riferimento ideale.

Ma deve esistere anche per tutti gli esseri umani che credono nella libertà.

Il Paese della libertà insomma. Il Paese dell'ideale ma anche del reale.

"L'anno prossimo a Gerusalemme," ma a Gerusalemme, se vogliamo, possiamo già essere oggi.

 

Fatta questa premessa tutto il resto mi sembra venire  di conseguenza.

 

Cosa desidera chi ama se non il benessere dell'oggetto del suo amore?

Cosa vuole chi considera un luogo la sua casa? Che questo luogo sia il più possibile accogliente per sé e per i suoi ospiti, che rispecchi la sua personalità e sia come desidera. Questo penso vogliamo tutti noi per la Terra di Israele.

Ma che in primo luogo sia terra di giustizia e di libertà.

Occorrerà quindi salvaguardare questo luogo sia dal punto di vista materiale che ideale, ma non solo da nemici esterni che ne minaccino la integrità o dagli ospiti non rispettosi delle leggi, ma anche da chi, in nome di ottuso settarismo rappresenta la minaccia più grave. Offusca la reputazione dello Stato e mette in forse la sua stessa natura.

 

Amartya Sen nel suo "Identità e violenza" fa rilevare: "Il disinteresse può essere ragione sufficiente per il risentimento ma per determinare una ribellione e una rivolta può essere ancora più semplice far leva su un sentimento di violazione, degradazione, umiliazione. La capacità di Israele, con l'ausilio della sua potenza militare di trasferire, reprimere e dominare i palestinesi ha conseguenze di vasta portata e di lungo periodo che vanno ben al di là di qualsiasi guadagno politico immediato questi metodi possano portare allo Stato ebraico. Il senso di ingiustizia per la violazione arbitraria dei diritti rimane, pronto ad essere mobilitato e a suscitare vendetta."

 

L'odio, vero sonno della ragione, genera mostri.

L'ingiustizia subita, non si dimentica.

 

Queste considerazioni vogliono essere un contributo a delineare meglio gli scopi ed il campo d'azione della nostra Associazione.

Da un lato incrementare la conoscenza, dall'altra agire.

Conoscere per amare di più e agire per contrastare l'odio e l'ignoranza che minacciano Eretz Yisrael.

 

Vercelli, 21 aprile 2009                     

Pasquale De Fazio

Ben Gurion - Herzl
Ben Gurion - Herzl

Se lo volete, non è una favola!   (T. Herzl 1860-1904)

 

 

 

 

 

 

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